Crea sito
 
Secondo Dreca

l'AlterBlog

Wolfman, Kitty and Me (Reading Stars)

marzo 23rd, 2017

kitty and meThanks to Netgalley for the preview.

This book is very cute, it is good to introduce children to reading. I found it useful for teaching English as a second language to Italian children. Recommended!
Molto carino questo libro per avvicinare i bambini alla lettura. L’ho trovato utile anche per insegnare l’inglese come seconda lingua ai bambini italiani. Consigliato!

Winterson, L’arte dissidente

marzo 13th, 2017

 Winterson arte dissidente

copertina Winterson arte dissidente

Nel libro, di Jeanette Winterson, L’arte dissidente. Scritti sull’estasi e sulla sfontatezza  sono raccolti alcuni sui scritti sull’arte, sia pittorica che narrativa.

Nel primo dal titolo “L’arte dissidente” l’autrice racconta il suo approccio all’arte visiva, alla necessità che essa richiede di dedicargli tempo. Racconta di come abbia cercato nei libri autori con la sua stessa sensibilità di fronte all’arte, autori con cui intrattenersi in conversazione…

Nel secondo “Scrittore, lettore, parole” la scrittrice sottolinea la peculiarità dell’arte narrativa, che pur essendo piacevole non può si può paragonare il divertimento che se ne trae da quello che si trae da altri passatempi (come lo sport o la tv); quindi lo scrittore serio non può mettersi in competizione con essi. “L’arte non imita la vita, l’arte l’anticipa” (p. 50). L’unico vero luogo di incontro tra lettore e scrittore è nel libro e nella lingua viva in cui è scritto.

Nel terzo, “Testimonianza contro Gertrude Stein“, la Winterson analizza le critiche mosse contro il libro ‘Autobiografia di Alice B. Toklas‘ della Stein da Matisse e altri, che comparivano nel romanzo/autobiografia e vi venivano criticati. La Winterson afferma che quello della Stein non è altro che un romanzo travestito da mémoire, proprio come l’Orlando della Woolf e il suo Non ci sono solo le arance. “La verità della fiction non è la verità dell’orario ferroviario” (p. 64).
“Ma le persone reali possono essere trattate come personaggi di una fiction?La questione diventa etica solo se noi pensiamo che la fiction sia una copia della vita reale. […]Le persone reali possono essere finzioni? Noi, perlopiù, capiamo noi stessi attraverso una serie infinita di storie che ci raccontiamo e che ci raccontano gli altri.” (pp. 68/69).

Nel quarto, “Il dono delle ali. (con riferimento a Orlando)“, o contro il Canone.
“L’opera d’arte è sempre eccessiva, dilaga, si ubriaca, resta sveglia con te fino a tardi la notte e si dimentica di tirare le tende, ti asciuga le lacrime, è tua amica, ti offre un travestimento, una possibilità diversa, una possibilità di finzione. Taglia, taglia, troverai sempre un diamante nel suo nucleo.” (p.75).
Orlando è metafora, è trasformazione, è arte” (p.76)
“L’arte di Orlando è la sua lingua.” (p.80)
“Il metodo che Woolf usa per attuare i collegamenti è l’associazione. L’inglese è una lingua associativa.” (p.83).

Nel quinto , “Un velo di parole. (con riferimento alle Onde)“, ancora sulla Woolf e sulla ricerca di una lingua in grado di dar conto dell’esperienza. “Woolf misura attentamente il passo narrativo della sua scrittura; nelle Onde il passo è lento. Non è un difetto. Nessuno si aspetterebbe di suonare un brano musicale alla velocità doppia di quella indicata dallo spartito, riuscendo comunque ad apprezzarlo. Eppure, in letteratura succede sempre così: è il lettore a scegliere il passo senza preoccuparsi di cogliere prima il ritmo. Abituarsi al ritmo di uno scrittore, muoversi in sintonia con le sue scansioni, richiede un po’ di tempo. Vuol dire studiare attentamente le pagini iniziali. Può essere utile leggere ad alta voce.” (pp.98/99).
“La lingua delle Onde è la lingua dell’estasi” (p.103)

Nel sesto, “La semiotica del sesso“, la Winterson si scaglia contro le etichettature di genere, contro la credenza che ogni omosessuale assomigli ad un altro omosessuale.
A conclusione dello scritto afferma che Il sesso delle ciliege è una rilettura dei Quattro Quartetti.

Nel settimo, “La psicometria dei libri“, il tema è il libro e la passione di possederlo. Nel caso dell’autrice di possedere prime edizioni autografate. “Collezionare libri è un’ossessione, una preoccupazione, una dipendenza, una malia, un’assurdità, un destino. Non è un hobby. Chi lo fa lo deve fare per forza” (p.127).
“Quando non posedevo libri e dovevo imparare tutto quel che mi serviva a memoria, quando dovevo nascondere i libri che avevo, promisi a me stessa che avrei avuto una biblioteca piena di tutte le edizioni private che mi sarei potuta permettere. Libri comprati coi libri.” (p.139)

Nell’ottavo, “Immaginazione e realtà“, la Winterson afferma che la realtà dell’arte è la realtà dell’immaginazione.
“Shakespeare si concentra sulla figura del re come metafora della vita immaginativa. Leonte e Lear, Macbeth e Riccardo II sono studi sul fallimento dellimmaginazione. In Racconto d’inverno, Leonte riesce a redimersi perché acquisisce una nuova capacità, la capacità di vedere al di là della cecità, di abbracciare una possibilità tanto palpitante di promesse quanto difficile da realizzare. Quando Pauline gli dice «Ti è chiesto di risvegliare la tua fede», lei non si riferisce alla fede religiosa. Se la statua di Ermione deve prendere vita, Leonte deve credere che possa prendere vita. Non è buon senso è immaginazione.” (p149)
Natura è tutto ciò che sono: è la realtà multipla della mia esistenza” (p157)

Nel nono, “Arte e vita“, forse il più autobiografico tra questi scritti.
“Per tre anni mi dedicai  esclusivamente alla lettura e all’elaborazione di un pensiero autonomo: attività che le attuali politiche scolastiche tendono a scoraggiare. La tendenza recente a favore di corsi brevi e intensivi produrrà una generazione di studenti inclini alla passività”(p.169)

Nel decimo e ultimo, “Un lavoro tutto per me”, la Winterson rivendica l’autonomia delle sue opere contro le richieste dei critici di spiegarle meglio, di spiegarne i meccanismi della creazione.
“Se i grandi modernisti (Woolf, Eliot, Sitwell) si interessarono al Rinascimento fu perché li interessava la fluidità delle forme letterarie” (p.193)

In questa raccolta, pubblicata per la prima volta nel 1995 ho ritrovato molti dei temi che avevo notato ne “Lo spazio del tempo”. Oltre a Shakespeare anche l’attenzione per l’aspetto pedagogico e alla riflessioni sui tipi di devertimento e la peculiarità della scrittura. A prima vista potrebbe sembrare un atteggiamento elitario, ma la Winterson sostiene anche la non escludibilità dell’arte dalla vita umana, anche se non ci fosse l’uomo la ricreerebbe, proprio come soddisfarebbe un altro bisogno primario. L’arte quindi è una necessità dell’essere umano, non di un gruppo ristretto di esseri umani. Mi trovo in sintonia con queste riflessioni.

Jhumpa Lahiri, Il vestito dei libri

marzo 12th, 2017

Il vestito dei libriIl vestito dei libri by Jhumpa Lahiri
My rating: 3 of 5 stars

In questo breve testo, originariamente scritto in italiano, la scrittrice Jhumpa Lahiri si interroga sul ruolo e sul significato delle copertine, i vestiti dei libri. Nella sua idea dovrebbe essere un vestito su misura, ma dalla sua esperienza sa che lo scopo della copertina è vendere il libro. Il libro nudo è invendibile, nessuno acquisterebbe un testo senza saperne nulla. Capita di leggere libri nudi, le bozze o libri presi in biblioteca privi della sovracopertina, ma raramente di acquistarli.

Una cosa che mi ha colpito è la riflessione sulle copertine delle collane (tipo gli Adelphi, i Sellerio, o gli Struzzi Einaudi) simili a divise. “Una collana è un sistema grazie al quale è possibile organizzare una massa di libri. Una libreria ordinata per collane è estremamente armoniosa. Il marito di una mia amica italiana sistema tutti i suoi libri per collane, in una sequenza cromatica. L’effetto è stupendo. Ma secondo sua moglie, a parte il vantaggio estetico, non funziona come metodo. Mi dice che è bello da guardare ma alla fine non si trova mai nulla.”

Un altro aspetto interessante è quello relativo alla traduzione del libro in codice iconico: “Più ci rifletto più mi convinco che una copertina sia una sorta di traduzione, ossia un’interpretazione delle mie parole in un’altra lingua, quella visiva. Rappresenta il testo ma non lo è. Non deve essere troppo letterale. Deve cogliere il libro a modo suo.
Così come una traduzione, la copertina può essere fedele al libro, oppure sviante. In teoria, come la traduzione, dovrebbe servire al testo. Ma la dinamica non è sempre questa. Una copertina può essere anche soverchiante, può dominare.”
Una traduzione può essere anche un tradimento.
“Una copertina mette subito in gioco un’aspettativa. Introduce un tono, un comportamento, anche quando non c’è alcuna corrispondenza con il libro. Ho appena detto che è come un viso, ma è anche una maschera, qualcosa che nasconde ciò che c’è dietro. Può sedurre il lettore, può tradirlo. Come un orpello, può ingannare.”

Personalmente non sono attentissima al valore esterico della copertina, ma forse questa mia disattenzione è frutto della mia epoca. Come anche l’autrice sottolinea, con il digitale, gli ebook, molto del significato dell copertina tende a scomparire. “Oggi il libro stampato su carta non è più l’unica manifestazione di un testo pubblicato. Cosa significa una copertina quando il volume fisico non c’è più? Non leggo ebook, ma credo che sullo schermo una copertina non abbia la stessa funzione, la stessa presenza. Stranamente, lo schermo privilegia il testo, e la veste grafica non è più un vestito o una protezione. Resta un dettaglio, un accessorio, un elemento ancillare, direi gratuito. Diventa ancora di più un’etichetta. Una copertina di carta col tempo si sporca, si rovina. Sullo schermo non capita nulla di simile.”

View all my reviews

Pamuk, La donna dai capelli rossi

marzo 12th, 2017

pamuk, la donna dai capelli rossiOgni volta che leggo un libro di Pamuk ne resto affascinata e non riesco ad uscire dai suoi pensieri, dal suo sguardo.
Anche in quest’ultimo romanzo, La donna dai capelli rossi, anche se meno corposo di altri e quindi, forse, di più facile approccio, la densità del suo percepire il mondo e la relazione tra vita e arte, è profonda.

La storia del romanzo si intreccia con la storia di Edipo Re di Sofocle e con quella di Rostam e Soharab narrata nel Libro dei Re di Firdusi. Entrambe le storie, o leggende, o miti, narrano la storia di un rapporto spezzato tra padre e figlio. Nella prima, il figlio, Edipo, non conoscendo il padre, Laio, involontariamente lo uccide e sposa la madre. Nella seconda, narrata nel poema epico persiano, è il padre che uccide il figlio, e quando scopre la vera identità del suo avversario non può far altro che piangere. Entrambi uccidono spinti dalla rabbia del momento, “possono essere considerati colpevoli?”, potevano opporsi al “destino”? Il racconto orientale non si conclude con la punizione del padre. A rattristarsi è solo il lettore…

miniatura di Rostam e SohrabNel romanzo di Pamuk, il protagonista Cem, viene abbandonato dal padre, per guadagnare dei soldi in grado di fargli frequentare l’università, passa un mese come apprendista di un cavapozzi. Il maestro cavapozzi, Mahmut Usta, diverrà il suo nuovo padre. Durante questo mese incontra la donna dai capelli rossi (che con il suo sguardo sembra dirgli “ti conosco”) e con lei avrà il suo primo rapporto sessuale. I racconti occidentali e orientali si intrecciano con le vicende di Cem. E come afferma Pamuk, quasi a conclusione del romanzo “chi presta fede alle leggende le fa rivivere”. Molti sono i riferimenti letterari occidentali, da Verne con il suo Viaggio al centro della terra a Dostoevskij  e Shakespeare.
Sullo sfondo assistiamo alle tasformazioni politiche e sociali della Turchia. Il teatro delle leggende educative che proponevano un teatro popolare rivoluzionario è uno dei luoghi “proptagonisti” del romanzo.

 

 

 

 

proserpine Dante Gabriele Rossetti

 

Tutta la prima parte del romanzo è incentrata sulla vicenda della costruzione del pozzo. Il maestro/padre non insegna solo un mestiere, una tecnica, ma attraverso una serie di racconti, insegna la vita. “L’apprendista sciocco mutila l’operaio in fondo al pozzo, lo sventato lo uccide”. “Ogni maestro aveva la respomsabilità di amare, proteggere e formare il suo apprendista, proprio come un padre, perché in seguito ne sarebbe stato l’erede.”

La metafora del pozzo. Il pozzo dell’identità.

 

 

 

Rostam e SohrabNella seconda parte Cem torna a studiare, a fare il commesso in libreria, a leggere libri, ma soprattutto a ricercare nei libri la fonte delle storie che il maestro/padre gli aveva raccontato. Ed è in questo periodo che scopre Il libro dei Re, l’epopea nazionale dei sovrani di Persia. Lo scopre in Iran, in Turchia con la forte occidentalizzazione del periodo quei poemi e epopee sono state completamente dimenticate. Scopre i libri miniati e le immagini che ritraggono la scena dello scontro tra Rostam e Sohrab, la stessa scena che aveva visto rappresentata al Teatro delle leggende educative, in cui recitava la donna dai capelli rossi.

 

“Non c’è felicità più grande, secondo mio padre, che sposare una ragazza dopo aver letto dei libri insieme a lei, in nome di un comune ideale”

Una curiosità è la citazione del film di Pier Paolo Pasolini “Edipo Re”.

Non so se leggerò mai l’intera epopea persiana, ma sicuramente ne leggerò alcuni brani (tra i link ce ne è uno ad archive.org in cui è possibile trovare l’intero libro) e sono comunque contenta di averne scoperto l’esistenza. Ecco Pamuk regala sempre di queste perle.

 

Winterson, Lo spazio del tempo

marzo 6th, 2017

winterson lo spazio del tempoCon questo romanzo di Jeanette Winterson si apre la serie di riletture di Shakespeare ad opera di grandi autori contemporanei. Ne Lo spazio del tempo (The gap of time) la Winterson rilegge Racconto d’inverno. La stessa autrice riferisce, a conclusione del volume, come questa sia una delle opere tarde del Bardo. Opere in cui comincia a delinearsi una terza strada: dopo la vendetta e la tragedia, il perdono.

Il romanzo pur ricalcando le tematiche dell’originale, grazie alla nuova ambientazione, di luogo ed epoca, risulta un ottimo romanzo contemporaneo. Shakespeare si respira tra le pagine, ma nessuna pedanteria appesantisce il godimento della lettura.

Oltre a Shakeaspeare altri libri, qui e là, appaiono. Hemingway con La Siesta, Thoreau con il Walden e de Nerval, ma come dice l’autrice “Non c’è sempre una storia dentro la storia? Credi di vivere nel presente ma il passato è alle tue spalle, come un’ombra.”

Uno dei due protagonisti, Xeno, progetta videogiochi e questo lascia un po’ di spazio per riflettere  sulla differenza tra videogiochi e libri, sulle differenze di genere (i videogiochi sembrano avere un pubblico prevalentemente maschile) , mentre secondo Xeno i libri costruiscono relazioni e in modo non strumentale. Tra l’altro “lo spazio del tempo” è anche il nome del videogioco a cui Xeno lavorerà per tutta la vita e che si ispira a Nerval.
Emergono, grazie ai libri, anche riflessioni su temi forti quali il rapporto tra sicurezza e libertà.  “Adesso, per esempio, sto leggendo l’autobiografia di Benjamin Franklin. Il tizio che c’è sulle banconote da cento dollari, hai presente? Insomma… spendiamo i soldi, e non sappiamo niente della gente che ci sta sopra. Benjamin Franklin diceva che se si è costretti a scegliere tra la libertà e la sicurezza bisogna scegliere la libertà.”

Alcune frasi mi hanno colpito in modo particolare, per la semplicità, ma al tempo stesso la profondità che esprimono. “Sono tante le storie di chi si perde e chi viene ritrovato.
Come se la Storia non fosse altro che un grande Ufficio Oggetti Smarriti.
Forse tutto ebbe inizio quando la luna – pallida, solitaria, guardinga, presente, scontrosa, ispirata – la gemella autistica della Terra, si separò da lei.
E da lì, tutte le storie di gemelli iniziarono. Storie di coppie che non possono essere separate, ma non possono nemmeno restare insieme. Storie di chi si chiude dentro e di chi rimane chiuso fuori, di faide e cuori spezzati, di amanti che si credono immortali fino a quando uno dei due muore.”
Con questa potremmo narrare metà della letteratura di ogni tempo.

Oppure questa: “E il mondo va avanti, incurante della gioia o della disperazione, delle fortune di una donna o delle perdite di un uomo. E a noi non è dato di conoscere le vite degli altri, e non è dato di conoscere nemmeno la nostra, al di là dei dettagli che sappiamo tenere sotto controllo. E le cose che ci cambiano per sempre avvengono senza che noi ce ne rendiamo conto. E il momento che ci appare identico a tutti gli altri è quello in cui i cuori, invece, si spezzano o guariscono. E allora il tempo, che scorre sempre così costante, fugge selvaggio dai quadranti degli orologi. Ci vuole così poco tempo per cambiare una vita e ci vuole tutta una vita per comprendere il cambiamento.”

Devo dire che questo primo romanzo mi è sembrato non solo ottimo in sé, ma anche utile ad avvicinare alla lettura di Shakespeare e non solo. Uno di quei libri che si possono consigliare ai ragazzi, senza timore di avergli rifilato un mattone indigeribile, ma che gli permette di annusare dell’altro e magari anche di scoprilo…

Kaaberbøl, Wildwitch: Wildfire #1

marzo 6th, 2017

Wildwitch: Wildfire (Wildwitch, #1)Wildwitch: Wildfire by Lene Kaaberbøl
My rating: 4 of 5 stars

Thanks to edelweiss for the previer.

It’s really nice this first adventure of the wildwich Clara.
I still don’t know if Lene Kaaberbøl can really be compared to Rowling, but reading this first chapter I was kidnapped. I’m curious to read the other volumes.
I also liked the illustrations thet immortalize the highlights of the book.
The fact that among the protagonists there is a cat could only be one more element of pleasure.

Veramente bella questa prima avventura della wildwich Clara.
Non so ancora se veramente Lene Kaaberbøl possa essere paragonata alla Rowling, ma la lettura di questo primo capitolo mi ha rapita. Sono curiosa di leggere gli altri volumi.
Mi sono piaciute anche le illustrazioni che immortalano i momenti salienti del libro.
Il fatto che tra i protagonisti ci sia un gatto non poteva che essere un elemento in più di gradimento

View all my reviews

Nicholls “La libreria del destino”

marzo 3rd, 2017

Miss Mary's Book of Dreams: A magical story of family, love and starting againMiss Mary’s Book of Dreams: A magical story of family, love and starting again by Sophie Nicholls
My rating: 3 of 5 stars

Thanks to netgalley for the preview.

I’ve expected a different story, a story in which books had a more imporant role. The protagonist, in fact, runs a bookstore, so everything suggest that the novel would be set there. The bookstore is there, and it is also a very cozy place where at the customer is offered coffee (books and coffee are a perfect match). But the story revolves around four generations of women, linked by a kind of magic, a housewife magic. This group of women is joined by a fifth one, who is “magic” too.
Passages from the book of Mary are found as exergue of each chapter.
Although I’ve expected a different book, I’ve liked the novel, this magic of storytelling …

Mi aspettavo una storia diversa, in cui i libri avessero un ruolo più imporante. La protagonista, infatti, gestisce una libreria, quindi tutto lasciava supporre che il romanzo sarebbe stao ambientato lì. La libreria c’è, ed è anche un luogo molto ospitale, in cui alle clienti viene offerto anche il caffè (libri e caffé sono un binomio perfetto. Ma la storia ruota intorno a 4 generazioni di donne, legate da una sorta di magia. Una magia casalinga. A questo gruppo di donne se ne aggiunge una quinta, anche lei “magica”.
Brani del libro di Mary si trovano ad esergo di ogni capitolo.
Pur aspettandomi un libro diverso, il romanzo mi è piaciuto. Questa magia del raccontare storie…

View all my reviews

Let’s Get Ready For Reading: A Guide to Help Kids Become Readers

marzo 3rd, 2017

Let's Get Ready For Reading: A Guide to Help Kids Become ReadersLet’s Get Ready For Reading: A Guide to Help Kids Become Readers by Public Library
My rating: 3 of 5 stars

Thanks to Netgalley for the preview.

I’ve found good this guide to help developing the pleasure of reading in children. The guide is intended for parents, the first great teachers of each child.
Inside it I’ve found interesting ideas for children that are 0-3 years old.
Speaking, reading together, singing and playing to build important pre-reading skills and reading pleasure.

Ho trovato buona questa guida per aiutare a sviluppare il piacere della lettura nei bambini. La guida è destinata ai genitori, i primi grandi insegnanti di ogni bambino.
All’interno ho trovato idee interessanti da proporre anche ai bambini 0/3 anni.
Parlare, leggere insieme, cantare e giocare per sviluppare le abilità necesssarie alla lettura e al piacere di leggere.

View all my reviews

Savater “Detectives, mostri e fantasmi”

marzo 1st, 2017

Detectives, mostri e fantasmiDetectives, mostri e fantasmi by Fernando Savater
My rating: 4 of 5 stars

Conoscevo Savater per i suoi libri divulgativi di filosofia, ma non sapevo avesse scritto una trilogia dedicata alle sue letture, alla sua passione per la lettura.
Questo è il terzo volume della trilogia e si occupa di gialli (detective’s story) e horror. L’ultima parte del volume, invece, si occupa di cinema con articoli su Alien (molto interessante l’analisi su i vari gradi di naturalezza e artificialità), King Kong, Jurassic Park (alla fine mi è venuta voglia di leggere Crichton) e lo Squalo.
Per quanto la parte dedicata al cinema sia stata piacevole ho apprezzato maggiormente le due parte dedicate ai libri.
Nella prima parte Sherlock Holmes la fa da padrone. Il primo articolo è dedicato ai rapporti tra la filosofia e la narrazione poliziesca. “Il filosofo e il detective cercano la soluzione di un enigma, suddiviso in alcune domande elementare: perché?, chi?, come? Nel caso del filosofo, il ‘mysterium magnum’ abbraccia l’universo; più modesto, in apparenza, ma essenzialmente simile, il detective indaga invece l’identità di chi ha compiuto un atto” (p.12).
Tra le cose che non sapevo ho trovato che anche Agatha Christie ha cercato di uccidere Hércules Poirot.
Altri aricoli sono dedicati a William Brown (dovrebbero essere storie per ragazzi con protagonista un bambino, ma di cui ignoravo persino l’esistenza), a Chesterton (il mago dei paradossi e al suo libro “L’uomo che fu Giovedì”), a Robert van Gulik (lo scrittore olandese autore di una serie con protagonista il Giudice Ti, una specie di Sherlock Holmes cinese ambientato in epoca Tang – VII sec. d.C.-. Il giudice è realmente esistito, ma le storie di van Gulik sono state inventate), a 007 di Ian Fleming.

La seconda parte del libro è dedicata alle storie di terrore e fantasmi. Qui Poe e Lovecraft sono gli imperdibili, ma non mancano articoli su Kafka, Frankestein, Wilde e Dracula.
Per quanto riguarda Poe c’è un intero capitolo dedicato alla biografia scritta da Baudelaire su di lui.
Per quanto riguarda Kafka e le sue Metamorfosi mi sono trovata in perfetta sintonia con Savater, anch’io ho avuto la fortuna di leggerlo da adolescente, e solo successivamente di scoprirne le varie interpretazioni, quindi ho potuto “avvicinarmi a lui con integra disponibilità e scoprirne, cos’,l’incanto più autentico”.

View all my reviews

Millett, Sherlock Holmes and the Eisendorf enigma

febbraio 27th, 2017

Sherlock Holmes and the Eisendorf EnigmaSherlock Holmes and the Eisendorf Enigma by Larry Millett
My rating: 4 of 5 stars

Thanks to Netgalley for the preview.

In this new adventure Sherlock is involved in solving a case that has begun 30 years before in Monaco. In an American town founded by German immigrants, the Eisendorf monster starts to hit again. Sherlock, old and sick from emphysema, takes up the challenge and decides to solve the mystery. Because of his health he must do it without his pipe. It looks strange to see Sherlock not yielding to tobacco, but perhaps being 60 years old he would have done it without cocaine too.
Almost at the end of the adventure, Watson makes its appearance too, and as a faithful biographer he narrates this case.
The character that I liked the most is the young Willy, an Eisendorf inhabitant in America, who is a bit ‘dazed.

In questa nuova avventura Sherlock si trova a dover risolvere un caso iniziato 30 anni prima a Monaco. In un paesino americano fondato da immigrati tedeschi, il mostro di Eisendorf ricomincia a colpire. Sherlock, anziano e malato di enfisema polmonare, raccoglie la sfida e decide di risolvere il mistero. A causa del suo stato di salute deve fare a meno della sua pipa. Sembra strano vedere Sherlock non cedere al tabacco, ma forse a 60 anni avrebbe fatto a meno anche della cocaina.
Quasi a conclusione dell’avventura fa la sua comparsa anche Watson, che da fedele biografo racconta anche questo caso.
Il personaggio che ho apprezzato di più è la giovane Willy, abitante di Eisendorf in America, e un po’ stralunata.

View all my reviews

Powered by WordPress. Theme by Sash Lewis.