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Secondo Dreca

l'AlterBlog

da rileggere

maggio 16th, 2012

“Gli uomini giungono ad ammirare gli alti monti, i giganteschi flutti del mare, l’ampio corso dei fiumi, il vasto cerchio degli oceani e le vie delle stelle – ma dimeticano se stessi e restano senza ammirazione davanti a se stessi” Agostino

La straordinaria invenzione di Hugo Cabret

marzo 30th, 2012

More about La straordinaria invenzione di Hugo Cabretprendi una notte in cui non hai sonno, in cui neanche il televisore riesce ad essere soporifero; prendi una notte che segue una giornata di studio forzato. Mettile insieme.
Prendi questo libro che ti ha incurisito sin dalla prima volta che lo hai visto in libreria, un libro in cui testo e immagini collaborano proprio come nei romanzi dell’Ottocento. Guardi quelle immagini, quei disegni a carboncino, e inizi ad entrare nella storia…e inizia a sognare in una notte senza sonno.

A questo punto decidi di vedere anche il film. Da subito inizi a notare delle differenze, dei salti nella storia che non vengono recuperati. La trama si perde, i personaggi si appiattiscono. Là dove nel libro l’interazione tra parole e immagini colmavano ogni salto, qui tutto viene detto senza però creare delle ragioni plausibili. A volte non mi è chiara la scelta di alcuni sceneggiatori, arrivo a capire di cambiare alcuni tratti della storia raccontata nel romanzo, ma cambiare anche la storia della produzione cinematografica di Meliés (da 500 film del libro, che ha come fonte l’accademia cinematografica francese,  a 100 nel film) mi sembra veramente fuori luogo.

spam

marzo 22nd, 2012

Non ho mai ricevuto tanti commenti spam quando ero su splinder…ma anche nelle altre piattaforme wordpress ne arrivano così tanti? Poi non ho capito…il codice che va inserito per postare il commento dovrebbe servire a dimostrare che sei una persona e non un programma informatico: lo dimostra perchè solo le persone lo sbagliano?!

ultimi giorni di Stepan Zweig

marzo 16th, 2012

biografia romanzata degli ultimi mesi di vita di Stefan Zweig e sua moglie Lotte. La scelta di raccontare gli ultimi mesi da parte dell’autore quasi fosse stato un testimone, uno dei personaggi, mi sembra in linea con le biografie scritte da Zweig stesso. Inutile dire che, al di là della condivisione o meno del gesto, ciò che ha portato a questo e ad altri suicidi simili non può che destare il più profondo disgusto. Il racconto di Seksik ci conduce al cuore della sofferenza nata nell’animo di un grande scrittore, nato austriaco prima ancora che ebreo, che si è trovato a dover difendere e a dover soffrire per una fede che non aveva scelto.

10 anni

marzo 9th, 2012

“Anche se stiamo insieme da più di trent’anni, i nostri libri convivono solo da due lustri. Come dire che molti titoli sono doppi nelle nostre rispettive biblioteche. Fra questi doppioni, ci sono libri accumulati prima del nostro incontro, ma anche quelli comprati, apposta o per sbaglio, in doppia copia per motivi onorevoli o inconfessabili: il piacere dell’indipendenza, il rispetto per l’altro (François non osa impormi le sue pagine con le orecchie, i suoi segni con l’evidenziatore). E , in modo più sotterraneo, il senso di precarietà e dunque la preoccupazione di risparmiarci, in caso di rottura, quel sovrappiù di alterco a proposito della divisione dei libri. [...]C’è da scommettere che, se non ci saremo sgozzati a vicenda con foga o pacatezza, li estrarremo a sorte. [...] Spero di non dover mai affrontare questa lotteria dei libri, ma, se sapremo rassegnarcisi con grazia, sarà segno che nè l’uno nè l’altro era totalmente cattivo e che avremmo potuto benissimo continuare a vivere insieme” (Annie François, La lettrice. Biografia di una passione)

Montagna incantata

marzo 8th, 2012

More about La montagna incantata

Non è facile scrivere qualcosa su un libro su cui sono già stati riversati fiumi di inchiostro. Non è facile scrivere qualcosa su un libro che sembra contenerne molti.

I fili che si potrebbero scegliere sono molti.
Potrei usare quello del tempo.
Il tempo della lettura, il tempo della storia, il tempo percepito dal protagonista. Ma non si potrebbe parlare dell’uso del tempo in questo libro senza riferirsi a Bergson, a un filosofo. Però, se ci riferiamo a lui, non possiamo non citare l’altro filosofo di riferimento, Nietzsche. Ed ecco che scivoliamo in un altro tema: quello del nichilismo e dell’oltre uomo. Certo che anche questa sarebbe una visione arbitraria e unilaterale se non viene affiancata, come un controcanto, dalle teorie scientifiche positiviste e la loro fede nel progresso.
Tutto ciò è messo in scena in alta montagna, in un sanatorio, un luogo “altro” rispetto a quello ordinario della pianura. Un luogo in cui la vecchia borghesia, così come è stata conosciuta per tutto l’Ottocento, va a mostrare il suo declino.

Oppure si potrebbe usare l’analisi dei codici linguistici. Ironico, colto, ermetico, filosofico, scientifico, musicale.

O più semplicemente potrei dire che è una scalata che prima o poi avrei dovuto affrontare e sono contenta, soddisfatta, di aver raggiunto la vetta o la pianura, al di là della difficoltà che alcuni passaggi mi hanno creato.

“Addio, Hans Castorp, schietto pupillo della vita! La tua storia è terminata. L’abbiamo narrata sino alla fine; non fu ne divertente nè noiosa, fu una storia ermetica. L’abbiamo raccontata per se stessa, non per amor tuo, poichè tu eri semplice. Ma in fin dei conti era la storia tua; siccome è toccata a te, devi aver avuto una certa accortezza, e noi non neghiamo la simpatia pedagogica che ci prese nel narrarla e potrebbe indurci a passare delicatamente un polpastrello sull’algolo dell’occhio al pensiero che non ti vedremo e non ti ascolteremo in avvenire.” (Mann, La montagna incantata)

pantano

marzo 5th, 2012

Sono impantanata nella lettura delle ultime 150 pagine della Montagna incantata…cerco di finire il libro, ma leggo 2 pagine e mi riblocco. Fino a questo punto la lettura è andata abbastanza spedita, ora ogni volta che interviene il personaggio di  Peeperkorn provo fastidio (3 capitoli hanno lui nel titolo…tanto per dare un idea di quanto interviene).

Nel frattempo ho iniziato la lettura per intero del Mare della fertilità di Mishima, approfittando della pubblicazione di La decomposizione dell’angelo (edizione Feltrinelli mentre gli altri libri sono Bompiani…mah) mi sono decisa…leggo qualcosa su Mishima ed ecco spuntare Mann come autore di riferimento, in particolare La montagna incantata. Lo riprendo e mi riblocco dopo 2 pagine.

 

Posso offrire un caffè?

febbraio 26th, 2012

Galland elogio del caffèIl titolo italiano è forse inappropriato, più che un elogio del caffè è la storia dell’orine a dell’effarmarsi del caffè come bevanda nel mondo islamico, le peripezie in cui è incorso, tra le persecuzioni di chi lo considerava una bevanda vietata per i mussulmani (in quanto assimilabile al vino) e tra chi lo considerava una bevanda utile alla preghiera (in quanto permetteva di restare svegli).

incipit: “Signore, non so se mi sbaglio, e se voi avete notato, come me, che il caffè serve da intrattenimento, e che se ne prende raramente senza esprimere il piacere che fa, dicendo che è buono, che è eccellente, in un modo più vivo rispetto alle altre bevande. Ma io so, e voi lo sapete bene quanto me, che nei giorni di visita i Turchi lo presentano prima che la conversazione languisca.”(Galland, Elogio del caffè)

“Oltre  prendere il caffè due volte al giorno, ne prendono pure quasi ad ogni ora, essendo consuetudine offrirne a tutti coloro che vanno a casa, amici e altri. Così non lo prendono solamente a casa propria, ma in tutti i luoghi in cui si incontrano: siccome lo offrono per educazione, sarebbe maleducazione rifiutarlo, e lo sarebbe ancora non offrirne. Questo fa sì che c’è un’infinità di persone che prendono più di venti tazza di caffè al giorno.
Ciò che vi è di mirabile nella quantità che prendono, è che capita raramente che si trovino indisposti, privilegio che il caffè ha sopra tutte le altre bevande, anche le più squisite. Io lo trovo ancora più mirabile in ciò: che lega con un legame più stretto gli uomini nati per la società, meglio di ogni altra cosa che si possa immaginare, che dà luogo a delle proteste di amicizia tanto più sincere perché espresse con animo che non è offuscato dai fumi, ma limpido e deciso, e che non si dimenticano facilmente, cosa che succede troppo spesso quando si fanno col vino.”(Galland, Elogio del caffè)

Terni e Manganelli: ascoltatori maniacali

febbraio 21st, 2012

copertina Giorgio Manganelli ascoltatore maniacaleTrascrizione delle puntate della trasmissione radiofonica in cui Paolo Terni intervista Giorgio Manganelli a proposito della musica. I discorsi che emergono dalle conversazioni sono molti, la musica come forma, come citazione, come uso del volgare; il tutto messo in relazione anche con la scrittura e con i limiti della parola rispetto alla musica.
Manganelli, fuori da ogni specialismo musicale, parla di ciò che gli piace, di ciò che lo ispira e lo spinge a creare nella sua scrittura qualcosa di simile all’esperienza di un ascolto musicale.
Molti “grandi” della musica vengono citati (e ascoltati), mettendone in luce aspetti spesso non valutati.
Manganelli: “Ogni ragazzo nasce in un castello di fantasmi, [...] occorre un qualche simbolo, un qualche segno, un qualche emblema, un qualche amuleto che catturi e disponga quei fantasmi in un ordine in qualche modo visibile o adoperabile. E per me questa operazione è stata compiuta, direi, sotto il segno wagneriano”

Un assaggio:
“Della musica da camera, specialmente del quartetto, mi affascina l’estrema elementarità dei mezzi adoperati per costruire delle macchinazioni che avevano contemporaneamente il prestigio dell’enorme complicazione, dell’enorme raffinatezza e la – diciamo – irrisoria e irridente semplicità, elementarità, dei mezzi messi in opera.”

“Manganelli: Questa musica che abbiamo ascoltatopresenta Haydn nella sua versione che abbiamo chiamato  prima platonica. Con questo cosa voglio dire? Che in quel momento Haydn è un possessore naturale delle idee e della forma. Cioè non c’è il furore del rapporto con la forma. In qualche modo egli non ne ha paura. E’ la forrma, semplicemente.” (Terni, Giorgio Manganelli, ascoltatore maniacale)

trilogia del millenio 1 e bancarelle

febbraio 14th, 2012

I tre libri della trilogia del millenio di Larsson aspettano la mia attenzione da un bel po’. All’inizio non volevo proprio acquistarli, poi li ho trovati su una bancarella a 3 euro l’uno e mi sono convinta a prenderli. Quella bancarella è una di quelle itineranti che ogni tanto capita di trovare nei mercati rionali di Roma. Io la chiamavo “il mio spacciatore di fiducia” perchè era possibile trovare libri nuovissimi a 2/3 euro l’uno. Ogni tanto veniva vicino alla scuola dove lavoravo e io nelle ore di buco andavo a lasciarci lo stipendio. Ora non lavoro più lì e quindi niente più spacciatore…

Tornando alla Trilogia. Dunque, i libri ci sono. Ma la tv ha battuto la mia voglia di leggerli. L’altra sera hanno trasmesso il primo dei film Uomini che odiano le donne, quello svedese. è una storia forte, mi ha un po’ stupito che abbia avuto così tanto successo di pubblico. Nel film il personaggio di Lisbeth è sicuramente quello più complesso e quello che suscita la maggior curiosità.
Diciamo che al momento credo che vedrò gli altri 2 film, stranamente la visione non mi ha portato la voglia di leggere il libro…di solito è così nel mio caso.

Una domanda però è rimasta in sospeso: che bisogno c’era di fare un altro film da questo libro, intendo quello americano. Leggendo in rete sembra che il pubblico abbia gradito questo remake…forse lo vedrò così mi toglerò il dubbio.

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