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Secondo Dreca

l'AlterBlog

Badiou, Lo splendore del nero.Filosofia di un non-colore

aprile 11th, 2017

badiou lo splendore del neroUn’indagine filosofica sul non-colore nero.
Nella prima parte, Badiou racconta una serie di aneddoti personali relativi alla sua esperienza con il nero. Il nero del carbone mentre faceva il servizio militare, il nero del gioco tra bambini “Suona mezzanotte”, la paura del cane nero, il nero dell’inchiostro sulla pagina bianca, il bianco e nero delle prime riviste con le “sexy girl”.
Nella seconda parte gli aneddoti rivelano tutta la loro portata filosofica, e anche politica.
A partire dalla consapevolezza scientifica del nero come non-colore,”Il nero è negazione passiva e non fa altro che segnalare l’assenza del suo opposto: la luce” (p.38), ma questo suo negare è negare il bianco e da qui tutte le visioni che lo vedono opposto al bianco, al puro. “il nero diventa il colore dell’animo solo dopo che qualche brutale incidente ce l’ha rivelato tale. Il bianco, invece, è semplicemente il fantasma dell’ignoranza. Ogni sapere è sapere dal nero, e il nero giunge di sorpresa” (p.42). Ma il nero non è solo nero nero, spesso si lega con il rosso (come nelle bandiere anarchiche), come a mostrare le sue due facce: quella nichilistica irrequieta e criminale e quella fiduciosa e paziente nella virtù dell’organizzazione. Queste due facce del nero Badiou ce le mostra attraverso l’arte, i romanzi e la poesia.
Nella terza parte il nero si fa vestito. Dal tubino nero, al frak, al vestito da lutto.
Nella quarta parte il nero nel cosmo dai buchi neri fino alla sua assenza nel mondo vegetale (ma in cui è presente nel mondo delle radici, come ben racconta la poesia di Victor Hugo “Il satiro”. “il nero e l’oscurita di cui la vegetazione è contemporaneamente il prodotto e la maschera” (p.85)) per ripresentarsi, invece, nei peli degli animali e nella visione degli uomini bianchi occidentali, ma “la pelle dell’uomo non ha un colore prestabilito ma solo sfumature che possono variare”(p104) “L’umanità in quanto tale è senza colore” (p.105).

Ho trovato nel libro molti spunti di riflessione non banali e in questi spunti ho ritrovato molto della mia passione per il nero.

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