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l'AlterBlog

Jhumpa Lahiri, Il vestito dei libri

marzo 12th, 2017

Il vestito dei libriIl vestito dei libri by Jhumpa Lahiri
My rating: 3 of 5 stars

In questo breve testo, originariamente scritto in italiano, la scrittrice Jhumpa Lahiri si interroga sul ruolo e sul significato delle copertine, i vestiti dei libri. Nella sua idea dovrebbe essere un vestito su misura, ma dalla sua esperienza sa che lo scopo della copertina è vendere il libro. Il libro nudo è invendibile, nessuno acquisterebbe un testo senza saperne nulla. Capita di leggere libri nudi, le bozze o libri presi in biblioteca privi della sovracopertina, ma raramente di acquistarli.

Una cosa che mi ha colpito è la riflessione sulle copertine delle collane (tipo gli Adelphi, i Sellerio, o gli Struzzi Einaudi) simili a divise. “Una collana è un sistema grazie al quale è possibile organizzare una massa di libri. Una libreria ordinata per collane è estremamente armoniosa. Il marito di una mia amica italiana sistema tutti i suoi libri per collane, in una sequenza cromatica. L’effetto è stupendo. Ma secondo sua moglie, a parte il vantaggio estetico, non funziona come metodo. Mi dice che è bello da guardare ma alla fine non si trova mai nulla.”

Un altro aspetto interessante è quello relativo alla traduzione del libro in codice iconico: “Più ci rifletto più mi convinco che una copertina sia una sorta di traduzione, ossia un’interpretazione delle mie parole in un’altra lingua, quella visiva. Rappresenta il testo ma non lo è. Non deve essere troppo letterale. Deve cogliere il libro a modo suo.
Così come una traduzione, la copertina può essere fedele al libro, oppure sviante. In teoria, come la traduzione, dovrebbe servire al testo. Ma la dinamica non è sempre questa. Una copertina può essere anche soverchiante, può dominare.”
Una traduzione può essere anche un tradimento.
“Una copertina mette subito in gioco un’aspettativa. Introduce un tono, un comportamento, anche quando non c’è alcuna corrispondenza con il libro. Ho appena detto che è come un viso, ma è anche una maschera, qualcosa che nasconde ciò che c’è dietro. Può sedurre il lettore, può tradirlo. Come un orpello, può ingannare.”

Personalmente non sono attentissima al valore esterico della copertina, ma forse questa mia disattenzione è frutto della mia epoca. Come anche l’autrice sottolinea, con il digitale, gli ebook, molto del significato dell copertina tende a scomparire. “Oggi il libro stampato su carta non è più l’unica manifestazione di un testo pubblicato. Cosa significa una copertina quando il volume fisico non c’è più? Non leggo ebook, ma credo che sullo schermo una copertina non abbia la stessa funzione, la stessa presenza. Stranamente, lo schermo privilegia il testo, e la veste grafica non è più un vestito o una protezione. Resta un dettaglio, un accessorio, un elemento ancillare, direi gratuito. Diventa ancora di più un’etichetta. Una copertina di carta col tempo si sporca, si rovina. Sullo schermo non capita nulla di simile.”

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