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Savater “Detectives, mostri e fantasmi”

marzo 1st, 2017

Detectives, mostri e fantasmiDetectives, mostri e fantasmi by Fernando Savater
My rating: 4 of 5 stars

Conoscevo Savater per i suoi libri divulgativi di filosofia, ma non sapevo avesse scritto una trilogia dedicata alle sue letture, alla sua passione per la lettura.
Questo è il terzo volume della trilogia e si occupa di gialli (detective’s story) e horror. L’ultima parte del volume, invece, si occupa di cinema con articoli su Alien (molto interessante l’analisi su i vari gradi di naturalezza e artificialità), King Kong, Jurassic Park (alla fine mi è venuta voglia di leggere Crichton) e lo Squalo.
Per quanto la parte dedicata al cinema sia stata piacevole ho apprezzato maggiormente le due parte dedicate ai libri.
Nella prima parte Sherlock Holmes la fa da padrone. Il primo articolo è dedicato ai rapporti tra la filosofia e la narrazione poliziesca. “Il filosofo e il detective cercano la soluzione di un enigma, suddiviso in alcune domande elementare: perché?, chi?, come? Nel caso del filosofo, il ‘mysterium magnum’ abbraccia l’universo; più modesto, in apparenza, ma essenzialmente simile, il detective indaga invece l’identità di chi ha compiuto un atto” (p.12).
Tra le cose che non sapevo ho trovato che anche Agatha Christie ha cercato di uccidere Hércules Poirot.
Altri aricoli sono dedicati a William Brown (dovrebbero essere storie per ragazzi con protagonista un bambino, ma di cui ignoravo persino l’esistenza), a Chesterton (il mago dei paradossi e al suo libro “L’uomo che fu Giovedì”), a Robert van Gulik (lo scrittore olandese autore di una serie con protagonista il Giudice Ti, una specie di Sherlock Holmes cinese ambientato in epoca Tang – VII sec. d.C.-. Il giudice è realmente esistito, ma le storie di van Gulik sono state inventate), a 007 di Ian Fleming.

La seconda parte del libro è dedicata alle storie di terrore e fantasmi. Qui Poe e Lovecraft sono gli imperdibili, ma non mancano articoli su Kafka, Frankestein, Wilde e Dracula.
Per quanto riguarda Poe c’è un intero capitolo dedicato alla biografia scritta da Baudelaire su di lui.
Per quanto riguarda Kafka e le sue Metamorfosi mi sono trovata in perfetta sintonia con Savater, anch’io ho avuto la fortuna di leggerlo da adolescente, e solo successivamente di scoprirne le varie interpretazioni, quindi ho potuto “avvicinarmi a lui con integra disponibilità e scoprirne, cos’,l’incanto più autentico”.

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