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l'AlterBlog

Winterson, Lo spazio del tempo

marzo 6th, 2017

winterson lo spazio del tempoCon questo romanzo di Jeanette Winterson si apre la serie di riletture di Shakespeare ad opera di grandi autori contemporanei. Ne Lo spazio del tempo (The gap of time) la Winterson rilegge Racconto d’inverno. La stessa autrice riferisce, a conclusione del volume, come questa sia una delle opere tarde del Bardo. Opere in cui comincia a delinearsi una terza strada: dopo la vendetta e la tragedia, il perdono.

Il romanzo pur ricalcando le tematiche dell’originale, grazie alla nuova ambientazione, di luogo ed epoca, risulta un ottimo romanzo contemporaneo. Shakespeare si respira tra le pagine, ma nessuna pedanteria appesantisce il godimento della lettura.

Oltre a Shakeaspeare altri libri, qui e là, appaiono. Hemingway con La Siesta, Thoreau con il Walden e de Nerval, ma come dice l’autrice “Non c’è sempre una storia dentro la storia? Credi di vivere nel presente ma il passato è alle tue spalle, come un’ombra.”

Uno dei due protagonisti, Xeno, progetta videogiochi e questo lascia un po’ di spazio per riflettere  sulla differenza tra videogiochi e libri, sulle differenze di genere (i videogiochi sembrano avere un pubblico prevalentemente maschile) , mentre secondo Xeno i libri costruiscono relazioni e in modo non strumentale. Tra l’altro “lo spazio del tempo” è anche il nome del videogioco a cui Xeno lavorerà per tutta la vita e che si ispira a Nerval.
Emergono, grazie ai libri, anche riflessioni su temi forti quali il rapporto tra sicurezza e libertà.  “Adesso, per esempio, sto leggendo l’autobiografia di Benjamin Franklin. Il tizio che c’è sulle banconote da cento dollari, hai presente? Insomma… spendiamo i soldi, e non sappiamo niente della gente che ci sta sopra. Benjamin Franklin diceva che se si è costretti a scegliere tra la libertà e la sicurezza bisogna scegliere la libertà.”

Alcune frasi mi hanno colpito in modo particolare, per la semplicità, ma al tempo stesso la profondità che esprimono. “Sono tante le storie di chi si perde e chi viene ritrovato.
Come se la Storia non fosse altro che un grande Ufficio Oggetti Smarriti.
Forse tutto ebbe inizio quando la luna – pallida, solitaria, guardinga, presente, scontrosa, ispirata – la gemella autistica della Terra, si separò da lei.
E da lì, tutte le storie di gemelli iniziarono. Storie di coppie che non possono essere separate, ma non possono nemmeno restare insieme. Storie di chi si chiude dentro e di chi rimane chiuso fuori, di faide e cuori spezzati, di amanti che si credono immortali fino a quando uno dei due muore.”
Con questa potremmo narrare metà della letteratura di ogni tempo.

Oppure questa: “E il mondo va avanti, incurante della gioia o della disperazione, delle fortune di una donna o delle perdite di un uomo. E a noi non è dato di conoscere le vite degli altri, e non è dato di conoscere nemmeno la nostra, al di là dei dettagli che sappiamo tenere sotto controllo. E le cose che ci cambiano per sempre avvengono senza che noi ce ne rendiamo conto. E il momento che ci appare identico a tutti gli altri è quello in cui i cuori, invece, si spezzano o guariscono. E allora il tempo, che scorre sempre così costante, fugge selvaggio dai quadranti degli orologi. Ci vuole così poco tempo per cambiare una vita e ci vuole tutta una vita per comprendere il cambiamento.”

Devo dire che questo primo romanzo mi è sembrato non solo ottimo in sé, ma anche utile ad avvicinare alla lettura di Shakespeare e non solo. Uno di quei libri che si possono consigliare ai ragazzi, senza timore di avergli rifilato un mattone indigeribile, ma che gli permette di annusare dell’altro e magari anche di scoprilo…

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